Ho aggiornato il contenuto della pagina il 27 Luglio 2025
Il mio reportage sulle piccole e grandi opere di rigenerazione urbana a Napoli pubblicato su Donna Moderna n° 18 del 24 aprile 2025.
I giganti dormienti si stanno svegliando. Sono antichi monasteri abbandonati, edifici monumentali dal passato importante, ex opifici da decenni vuoti e silenti. Conficcati tra i vicoli del centro storico, sono cantieri aperti che stanno reinventando spazi urbani e itinerari turistici. Una Napoli inedita, sconosciuta agli stessi napoletani, che si riscopre tra riqualificazione architettonica, sostenibilità, cantieri creativi in piena attività e iniziative come Il Faro, la nuova sede della Regione progettata dallo studio Zaha Hadid Architects, che potrebbe persino ridisegnare lo skyline della città.
A marzo si è aperto il portone dell’ex Convento cinquecentesco delle suore di Sant’Anna a Capuana, nel borgo di Sant’Antonio Abate, quartiere antico e popolare, noto per il vivace mercato rionale che si tiene tutti i giorni e che i napoletani chiamano ‘o buvero. Un gioiello ritrovato, di 4000 mq, dove è appena nato Obù Spazio culturale, della Fondazione Terzoluogo, con laboratori di lettura, musica e fotografia.
A pochi passi c’è l’ex Lanificio Borbonico di piazza Enrico de Nicola, raro esempio di archeologia industriale nel centro della città e primo grande progetto di rigenerazione urbana a Napoli. La scritta sul portale d’ingresso e le due ciminiere in mattoni nel grande cortile narrano la storia di questi luoghi: fabbrica di lana per l’esercito del Regno delle Due Sicilie nella seconda metà dell‘800. Il Lanificio Sava, dal nome del suo fondatore, inglobava anche parte del complesso monastico di Santa Caterina a Formiello e in particolare il chiostro piccolo: da qui, nel 2010, è iniziata l’opera di recupero che ha riportato in luce l’architettura rinascimentale, gli affreschi tardo cinquecenteschi e l’essiccatoio ligneo dell’ex opificio borbonico. Oggi la Fondazione Made in Cloister abita il chiostro con mostre d’arte contemporanea e progetti site specific.

L’antico sito produttivo si è via via ripopolato accogliendo artisti, designer, galleristi: oggi è un’insula creativa dove si va per ascoltare musica (Lanificio 25), esplorare forme d’arte visive e performative (Punto Zero Atelier di Valeria Apicella) e mostre d’arte contemporanea (Galleria Solito). Una novità è Pacifico bistrot appena fuori, colorato pop e di design. Nel sottotetto di uno dei bracci del chiostro, l’Officina Keller, fondata da Antonio Martiniello, l’architetto visionario che ha dato il via a tutto, è un presidio vivo e operoso dove giovani artigiani del quartiere incontrano artisti e designer per uno scambio concreto di idee e competenze. Perché la vera rigenerazione urbana non può prescindere da quella sociale.

Creatività e innovazione animano gli spazi ritrovati dell’immenso complesso della Santissima Trinità delle monache, più conosciuto come Ex Ospedale Militare. Dopo più di trent’anni di oblio e incuria, ha riaperto a dicembre con la formula della rigenerazione temporanea: è un cantiere in progress, ma al tempo stesso accoglie la Santissima Community Hub, una variegata comunità creativa che spazia dal teatro all’arte, dalla musica al design, con proposte originali come il Pessoa Luna Park, capaci di trasformare i luoghi dimenticati in spazi vivi e dirompenti (www.pessoalunapark.it). Il mastodontico edificio di 7mila mq, un tempo uno dei monasteri più grandi d’Europa, con giardini e vedute mozzafiato sul golfo, conserva le tracce del passato seicentesco e quello più recente di ospedale militare. Sotto i soffitti a volta, tra porzioni di affreschi e intonaci consumati dal tempo, è tornata la vita con concerti, happening d’arte, mostre mercato di designer e artigiani indipendenti.

Siamo nel cuore della città, tra la collina di San Martino e il centro storico, a ridosso dei Quartieri Spagnoli, un tempo intrico di vicoli famigerati, oggi vivace melting pot di voci, immagini, odori e frotte di turisti. Merito anche della Fondazione Foqus che da oltre dieci anni partecipa al cambiamento e alla crescita del quartiere: nel 2013 ha raccolto uno spazio vuoto e privo di futuro, l’ex Istituto Montecalvario, per farne una comunità produttiva (www.foqusnapoli.it). La corte cinquecentesca è una moderna agorà che intreccia saperi e sapori, eventi e socialità: dal mercatino vintage a quello di Slow Food (ogni prima domenica del mese), dai concerti al cinema. Di qui sono passati personaggi come Jovanotti e Ghali per parlare di bellezza e inclusività. All’interno della corte il bar bistrot Quostro si muove sul binario cibo-cultura con una proposta di cucina di territorio, stagionale e sostenibile, dal breakfast all’aperitivo.

Non lontano, in vico Tiratoio, a pochi passi da via Toledo, sono iniziati i lavori per il restauro dell’ex Mercato di Sant’Anna, edificio degli anni Ottanta ritenuto un unicum “Opera di eccellenza” nella lista delle Architetture italiane del secondo Novecento: entro fine anno sarà spazio di ritrovo con street food tradizionale, botteghe di artigianato, ma soprattutto una scuola di teatro. Una sorta di Covent Garden napoletano con uno scalone scenografico, mercato e performance di teatro a sorpresa.
Il leitmotiv di tutti questi progetti è riempire i vuoti di volumi umiliati da anni di abbandono e incuria. Portare dentro voci, colori, vita. Sta accadendo anche al grande gigante di Piazza Carlo III: il Real Albergo dei Poveri, il colossale edificio (100mila mq di superficie e una facciata di 400 metri lineari) voluto da Carlo di Borbone nel 1751. L’intervento finanziato con circa 148 milioni di euro prevede nuovi spazi per l’Università Federico II, per il Museo archeologico, e per la Biblioteca nazionale con la creazione di una Public library, su modello parigino, con sale di lettura e caffetteria. Un nuovo hub culturale che la città aspetta da tempo.
Dove dormire
Casa Pacifico Napoli B&b. Un raffinato b&b di design al quarto piano di palazzo storico con vista sull’antica Chiesa di San Giovanni a Carbonara e a pochi passi dai Giardini di Re Ladislao, altro bel progetto di recupero. Via Carbonara 20, tel. 338 6524087 (www.casapacificonapoli.it). Doppia da 90 euro.
Super Otium. Arte e ospitalità in un antico palazzo accanto al Museo Nazionale, 7 camere e un grande living che ospita mostre e incontri d’arte. Via Santa Teresa degli Scalzi, 8. Tel. 081 544 2071 www.superotium.it. Doppia da 141 euro.
Dove mangiare
Quartieri Spagnoli 1536 è la prima libro-pizzeria d’Italia, idea di Raffaele e Giancarlo Esposito. Presidio culturale e gastronomico: si consultano e comprano libri e si mangiano pizze veraci. Via Lungo Gelso 84. Tel. 388 4607060
The florist bar. È il delizioso bar bistrot di Stefania Salvetti, architetto e agricoltrice urbana, ma soprattutto un progetto di rigenerazione a pochi passi dall’Orto Botanico. Torta di lavanda, centrifughe di frutta, insalate e couscous vegetali. Via Michele Tenore, 8 Tel. 3284383919
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