Ho aggiornato il contenuto della pagina il 30 Agosto 2026
Dove la strada finisce nel bosco, dove il torrente si fa sentire: è qui l’Hotel Bad Ratzes, sosta e rifugio per chi cerca pace, silenzio e una connessione profonda con la montagna. La posizione è unica, a 1200 metri di quota, ai piedi dello Sciliar, spettacolare massiccio delle Dolomiti, nel fitto di un bosco di abeti rossi, dove un tempo c’erano i Bagni di Ratzes, storica stazione termale nata nel 1723.
Tre secoli di ospitalità sono passati tra queste stanze che da oltre ottant’anni sono custodite dalla famiglia Scherlin e oggi da Petra Mutschlechner, terza generazione.
Bad Ratzes è un quattro stelle di 49 camere e suite, parte del circuito Vitalpina Hotels Sudtirol e della collezione Slow down hotel. È il posto per rallentare, per ritrovare quiete e tempo per sé: ed è proprio questa la svolta che Petra, insieme al marito Michael Scherer, sta dando all’albergo di famiglia che per lungo tempo è stato un rinomato family hotel.





Nel 2021 è iniziato un progetto di ristrutturazione che va nella direzione della sostenibilità e di un’offerta improntata al benessere e allo slow living. I primi interventi sono stati la nuova Spa con bio sauna, bagno turco e due piscine (una interna ed una esterna) e a seguire la Spa outdoor che è davvero l’elemento distintivo del nuovo Bad Ratzes: nel grande prato che si estende sul lato monte dell’albergo, ci sono una Sauna finlandese che guarda lo Sciliar, un bio-laghetto per il bagno freddo post sauna, e due relax-box ricavate da container marittimi dismessi e trasformati in spazi di rilassamento e contemplazione, panoramici e sostenibili, perfettamente integrati nel paesaggio. Sul prato, lettini e chaise longue invitano a fermarsi.




Il progetto di restyling ha interessato anche le camere (solo alcune, per ora): al terzo e quarto piano sono state realizzate le nuove suite all’insegna di un’estetica contemporanea fatta di sottrazione, di materiali e colori naturali, e linee pulite. È il nuovo design d’alta quota che sta ridisegnando tanti hotel dell’arco alpino: la camera non è più concepita come un guscio chiuso per ripararsi dalla montagna, ma una piattaforma trasparente per contemplarla.
Al Bad Ratzes la contemplazione dello Sciliar è parte dell’esperienza. Dalle finestre la prospettiva è verticale, ravvicinata. Non la solita cartolina lontana, ma una presenza potente, grandiosa, che incombe e ammalia al tempo stesso. All’alba le guglie di pietra, Punta Santner e Punta Euringer, si accendono di una luce timida, un rosa pallido che sfuma pian piano verso l’oro. Al tramonto, l’aperitivo estivo in terrazza regala un altro spettacolo.




Il torrente Frötschbach – o Rio Freddo – lambisce la proprietà, si sente e si vede. È la colonna sonora permanente per chi soggiorna a Bad Ratzes. Dalla stessa gola nascono anche le acque sorgive utilizzate in passato per le cure termali (quella ferrosa è perfettamente visibile) e che ancora oggi alimentano il percorso Kneipp naturale ricavato nel bosco a pochi passi dal fiume: tre vasche di pietra, una per il bagno plantare, una per l’immersione delle braccia e un’altra per il bagno del viso. L’acqua è a circa 7 gradi, un toccasana.



La natura selvaggia che circonda l’albergo è meraviglia e ispirazione continua. Ma anche la storia gioca il suo ruolo. Il passato di Bad Ratzes si legge qua e là, tra vecchie Stube di ceramica, quadri di famiglia, opera del nonno di Petra, antiche porcellane e foto d’epoca. Il libro degli ospiti racconta chi è passato da qui, tra gli altri c’è il nome di Johann Santner, l’uomo che il 2 settembre del 1880, partendo proprio da Bad Ratzes, per primo conquistò in solitaria la Grande vetta dello Sciliar anche nota come Punta Diavolo (2414 m.), che da allora fu ribattezzata Punta Santner. L’atmosfera della vecchia casa tirolese si coglie ancora nella Sala del Camino e nella Biblioteca, spazi intimi e raccolti, come anche la Cappella che si conserva al terzo piano. La coesistenza di vecchio e nuovo è a tratti un po’ confusa e non sempre riuscita. Ma, come dicono, il progetto di restyling è in corso.

Bad Ratzes è per chi nella natura trova pace e rigenerazione, per chi non insegue l’intrattenimento, ma il lusso del silenzio e un ascolto profondo. Per chi sceglie consapevolmente di rallentare, trovando il proprio baricentro tra i sentieri di montagna e la voce del torrente. I veri punti di forza dell’hotel risiedono proprio in questa sua geografia dell’anima: un rifugio nel bosco dove l’auto si dimentica in garage per l’intera vacanza, poiché i cammini partono direttamente dalla soglia di casa (e perché per raggiungere Siusi – a 3 km – e l’Ovovia per l’Alpe c’è un comodo autobus pubblico gratuito per gli ospiti dell’hotel).
Il Bad Ratzes regala il privilegio di una quotidianità fatta di cose semplici e ormai rare: il profumo balsamico che sale dal sottobosco al mattino, il canto terapeutico del fiume che accompagna i passi e il sonno, il monumentale abbraccio dello Sciliar e una coperta di stelle quando cala il buio.
Bad Ratzes è in Via Ratzes 29 – Siusi allo Sciliar, Castelrotto – Bolzano – Alto Adige.
Camere doppie da da 280 euro con prima colazione.
Ho soggiornato 4 notti (dal 22 al 26 agosto), nella suite 410 al quarto piano con ampio balcone, sauna e vasca in camera. Per Nina un bel tappetino cuccia e due ciotole. I cani sono ammessi ma non possono entrare in sala colazione e ristorante (oltre a Spa e piscina, naturalmente). Consiglio vivamente le camere lato montagna, non necessariamente le suite. Nell’ottica di un impegno autentico per la sostenibilità (Certificazione GSTC Global Sustainable Tourism Council) e la riduzione degli sprechi l’albergo non fornisce ciabattine in camera, il frigo bar viene consegnato vuoto e riempito su richiesta, se si rinuncia alla pulizia della camera si riceve un buono di 5 euro spendibile al bar.


















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