Ho aggiornato il contenuto della pagina il 21 Ottobre 2019

La personale “Creazione” che la Galleria P.R.A.C. Piero Renna Arte Contemporanea ha appena inaugurato mi fa scrivere di Francisco Bosoletti, l’artista argentino che dipinge sui muri di Napoli gigantesche figure di donne. Volti e corpi che recano i tratti di una classicità universale, immagini potenti che rivelano una natura recondita e malinconica dell’esistenza, che evocano anfratti della memoria o spalancano lo sguardo verso altre visioni.

 

Iside, realizzata nel 2017, è forse la sua opera più emblematica:  ispirata alla Pudicizia dello scultore Antonio Corradini custodita presso la Cappella Sansevero, campeggia a grandi dimensioni sulla parete di un edificio in via Emanuele De Deo nei Quartieri Spagnoli. Appare velata proprio come la scultura settecentesca nella enigmatica cappella del principe Raimondo de Sangro e, come la Partenope di Materdei (2015) e i due innamorati di Resis-ti-amo sulla facciata della basilica di San Vincenzo alla Sanità, sembra emergere all’improvviso dall’intonaco di fondo costringendo l’osservatore ad una nuova forma di percezione.

                                  

È così Bosoletti, sottile e potente. Classe 1988, è cresciuto in un paesino nella provincia di Santa Fe, ma a Napoli, più che altrove, ha trovato quella condizione che definisce “una potente sincronicità che invade lo spazio ed il tempo, stravolgendo gli uomini e le loro certezze”. I suoi interventi sui muri dei quartieri più poveri e degradati della cittàrispettano la memoria dei luoghi e delle persone che li abitano, nascondendo e rivelando al tempo stesso visioni che sembrano permanere in un eterno presente. È la sua tecnica in negativo che obbliga l’osservatore anche ad uno sguardo diverso, con filtro ultravioletto.

Per un tour in città alla ricerca delle opere di Bosoletti vedi qui 

La Galleria Prac fino al 29 novembre offre un incontro ravvicinato con Bosoletti e la sua arte. Una grande installazione di materiali e tecnica mista abita lo spazio insieme ad altre tele più piccole in un gioco sapiente di luci e ombre. Ancora una volta la donna è protagonista. Volti, intrecci di corpi, lineamenti appena accennati, apparizioni eteree, membra diafane, sguardi immobili, fissi o assopiti interrogano, affinano la vista, suscitano emozioni, travalicano il confine dei sensi.

Tutte le foto ad eccezione di quelle di Iside sono di Dario Luongo