Ho aggiornato il contenuto della pagina il 26 Novembre 2025
Una tana creativa, un laboratorio di idee e oggetti che prendono forma senza fretta. Ma anche uno spazio espositivo dove il bello ha trovato casa. Ceramiche Raku, qualche piatto Fornasetti, lampade, oggetti ritrovati e rinati a nuova vita, un vaso Venini, tessuti e cuscini cuciti a mano, un paio di candelabri in bronzo del Sette o Ottocento, un servizio da tè che sembra balzato fuori dalle pagine di Alice in wonderland.
Fucina Colantuoni ha appena aperto in via Posillipo, a Napoli, di fronte alla discesa di San Pietro ai due frati. Due finestre su strada, un bel palazzo del Seicento e poi lui, Sergio Colantuoni, designer, giornalista, lifestyler ed ora anche ceramista. Un creativo a tutto tondo, un moderno flâneur che ama frequentare i mercatini di anticaglie e oggetti usati alla ricerca del pezzo speciale. La Fucina è il suo mondo, dove il tempo rallenta, perchè <<la lentezza è il rispetto per la materia e per il processo. È un atto di resistenza poetica. E tutto quello che troverete in Fucina nasce da questa calma che io coltivo>>.




Apre la porta con un sorriso, un fazzoletto di seta annodato al collo e una gentilezza di altri tempi. La Fucina nasce come spazio di incontro, laboratorio – si organizzano corsi di ceramica – e bottega. Due stanze, una ospita il banco di lavoro, il tornio, gli attrezzi, pigmenti e il forno della ceramica; l’altra l’esposizione di oggetti ben ordinati su esili scaffali di legno. In mostra ci sono le selezioni e le creazioni di Sergio che ha scoperto da poco la magia del Raku, l’antica tecnica di cottura della ceramica nata in Giappone nel XVI secolo. Ha imparato a modellare l’argilla nelle sue estati in Maremma e a Napoli ha trovato un forno per la cottura Raku, il risultato è oggi una collezione di piccoli manufatti, per lo più vasellame, che Sergio ha chiamato “Neapolitan Raku”. Sono oggetti ispirati ai reperti dell’antica Pompei, pezzi unici che trovano nella loro imperfezione, nel non finito, un fascino assoluto. Il nero poroso, materico, rimanda alla pietra lavica e incontra colori come il rosso, il blu oltremare, il rosa, l’azzurro. In Raku è anche la collezione dei sassi con i cosiddetti “dente di cane”, i micro crostacei che si attaccano agli scogli o alle chiglie delle barche.





Il mare ispira, è a pochi passi dalla Fucina, si vede oltre i vetri delle grandi finestre, si raggiunge a piedi scendendo la scalinata che conduce alla baia di San Pietro ai Due Frati, angolo nascosto di Posillipo, tra incanto e trascuratezza. È qui che Sergio, rientrato a Napoli dopo anni vissuti a Milano, ha preso casa insieme a suo marito Giuseppe Triggiano. Una casa che è un sogno diventato realtà: svegliarsi sul mare, a pochi metri dall’acqua. Respirare salsedine e meraviglia ogni giorno. Dall’alba al levarsi della luna piena. Un piccolo spazio, a forma di cannocchiale puntato sul golfo e il Vesuvio, abitato da oggetti belli e curiosi: porcellane, pupazzi, un elefantino Dumbo della Walt Disney, un San Gennaro, collezioni di oggetti di epoche diverse, design vintage, un giradischi per i vinile, libri. Al centro c’è il divano panca Zanotta in pelle bianca: è posto davanti al mare. Per riposare, contemplare, stare insieme.













Kiki
Tutto bellissimo e descrizione perfetta
Mariarosaria Falanga
” Le bon vivre” a Napoli!
Amore per il bello in tutte le sue sfaccettature