Ho aggiornato il contenuto della pagina il 8 Novembre 2025
Articolo pubblicato su Donna Moderna del 2 ottobre 2025
I corsi la chiamano l’isola nell’isola. E hanno ragione perché Cap Corse è un mondo a parte. Remoto e selvaggio, quasi non toccato dal turismo. A guardarlo dall’alto è un lungo dito puntato diritto verso la Liguria, 300 kmq di natura protetta: montagne che superano i mille metri, spiagge solitarie e il maquis, la boscagliafitta di macchia mediterranea che arriva sino al mare, distese immense di elicriso, mirto, olivo, lecci, ginepro, fichi selvatici. C’è una strada principale che percorre la penisola, la D80: 110 km di esplorazione continua.
Qua e là spuntano antiche torri di avvistamento: le Torri genovesi costruite tra il XVI e il XVII secolo, retaggio della Repubblica di Genova che per tre secoli governò su questo lembo di terra. È un viaggio da fare in auto. Senza fretta, concedendosi il tempo e il piacere di una deviazione improvvisa. Si attraversano paesini silenziosi dove si gioca la pétanque, una specialità delle bocce, si parla con chi li abita, scoprendo una lingua più vicina all’italiano che al francese….
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