Ho aggiornato il contenuto della pagina il 8 Febbraio 2023

Ci sono luoghi che resistono al tempo e agli eventi, alle burrasche di mare e dell’economia, ai passaggi generazionali, alle mode che cambiano. Il Santa Caterina di Amalfi è uno di questi.

Albergo storico e dal fascino unico, un incanto tutto italiano, tenacemente custodito da quattro generazioni dalla famiglia Gambardella, signori albergatori dal 1904. Per i trend setter e i buyer internazionali è un destination hotel, un cinque stelle lusso lungo la celebre Amalfi coast, l’albergo che fece innamorare Elisabeth Taylor e Richard Burton.

Io ci sono stata nei primi giorni di ottobre, accolta meravigliosamente dalla signora Ninni Gambardella, squisita padrona di casa insieme alla sorella Giusi. Ecco, a me piace parlarne come casa: il Santa Caterina è una dimora d’epoca a picco sul mare, immersa tra orti e giardini di limoni.

L’architettura, la bella facciata Liberty, le maioliche dipinte, i mobili e i cimeli di famiglia ne raccontano la storia, oltre un secolo di storia.

La casa che una volta ospitava sei camere è diventata nel corso degli anni un albergo di lusso, un’icona della divina Costiera.

Oggi ci sono 66 camere e suite (dai 300 ai 4000 euro a notte), tutte diverse, tutte spalancate sul mare, alcune sparse nella proprietà, nascoste tra gli agrumeti e le essenze secolari del parco.

La suite 93 la chiamano Follia Amalfitana. Perché? Forse per il giardino privato e la piscina a sfioro che sembra precipitare nel blu (riscaldata per fare il bagno anche di sera), forse per la stanza con al centro una jacuzzi idromassaggio circolare  che guarda il mare o ancora per il letto king size a forma di conchiglia. Pare che qui soggiornarono Brad Pitt e Angelina Jolie durante le riprese di Mr e Mrs Smith.

La piscina privata della Suite 93, Follia amalfitana

 

I solitari, i romantici d’antan, ameranno la Suite “Romeo e Giulietta”: uno chalet sul mare, lontano, appartato da tutto e tutti, con piscina privata e balconcino a pelo d’acqua. Nel giardino storico della villa principale c’è poi un’altra suite da incanto: bianca, luminosissima, il soffitto con volte a crociera e antiche maioliche al pavimento. Anche questa isolata, spalancata sul mare.

È un luogo di silenzi e di sensi, il Santa Caterina.

C’è un ascensore costruito negli anni Cinquanta che porta al mare, ma perdetevi a piedi tra i terrazzamenti e gli orti che digradano sino agli scogli. Un saliscendi di scale e gradini, profumi di resina e rucola selvatica, fitti pergolati e le tipiche colture di limoni che da secoli disegnano il paesaggio della costiera: pali di castagno per sorreggere le pagliarelle e le reti nere che d’inverno vengono stese per proteggere le piante dal freddo.

Tutto è storia qui. Ma c’è anche tanto fermento. La proprietà continua ad investire: è recente l’acquisizione di tre ville a circa 150 metri dalla struttura principale, immerse in un agrumeto a coltivazione biologica e circondate da lecci, ginepri, ginestre e rare piante di bergamotto. Ospiteranno nuove camere e suite ed eventi esclusivi.

Importante la ristrutturazione delle cucine dove, dal 2019, c’è lo chef Peppe Stanzione, Stella Michelin che avevo già conosciuto a Le Trabe di Paestum.

 

I piatti profumano di mare e di agrumi, sono mediterranei nell’ispirazione, a volte richiamano l’Oriente, le spezie e altre culture. Sono piatti belli, lievi e voluttuosi al tempo stesso. Raccontano il pescato locale, i gamberetti di nassa e la pezzogna; gli orti assolati di questa terra. Segnatevi la Tagliatellina di seppia con cetriolo, avocado e limone salato e le Bavette alle Alghe con limone e Gamberetti di nassa.

E, mi raccomando, prima di cena, per l’aperitivo in terrazza chiedete un Bellini, è la specialità della casa. Provare per credere.

 

www.hotelsantacaterina.it