Ho aggiornato il contenuto della pagina il 8 Ottobre 2025

C’è una piccola meraviglia nascosta a Rocca Cilento, è la Scuola di inizio Novecento. Un’anziana signora del borgo, ne custodisce chiavi, storie e cimeli.

Rocca Cilento è un paesino di quaranta abitanti annidato tra le ampie pendici del Monte Stella, cuore del Cilento antico, a oltre 600 metri di quota: un grappolo di case in pietra e ripide stradine che portano fino al Castello. Panorami immensi e silenzio rotto solo dal suono delle greggi al pascolo. Si cammina tra vicoli, scale e slarghi, tra case disabitate e palazzi gentilizi con bei portali scolpiti, ristrutturati e tornati a nuova vita. Come Palazzo Angelina che è casa e piccolo hotel di fascino di cinque camere. C’è solo un Bar tabacchi e c’è il ristorante ‘U trappito, che vale una sosta.

Ma, ad avere tempo, Rocca Cilento rivela piccole meraviglie, come la scuola dei primi del Novecento. Non ci sono insegne per trovarla, bisogna cercare Serafina Izzo, una gagliarda ottantanne del paese, capelli bianchi e occhi vispi.

La vecchia scuola di Rocca Cilento è in un’ala della sua casa, Serafina custodisce le chiavi, i cimeli e la storia di questo posto sospeso nel tempo.

Il portone si apre, c’è un bell’androne con un vecchio calesse, poi una scala che conduce al primo piano: è qui che c’è la scuola dei primi del Novecento di Rocca Cilento. È un’unica stanza per un’unica classe mista. La porta si schiude, si entra in un altro tempo: le travi di castagno al soffitto, il pavimento a losanghe e i vecchi intonaci. Alle pareti alcune foto dell’epoca e documenti raccontano la storia di questa scuola rurale e della maestra Adele Mazzei arrivata da Salerno in una mattina d’inverno del 1907 con il calesse per insegnare l’Abaco e la grammatica a bambine e bambini del paese. Un’insegnante laica per una classe mista. Fu una conquista. Leggendo i documenti oggi conservati nell’Archivio di Stato di Salerno si apprende che nel 1843, a Rocca Cilento, c’era un unico maestro, l’arciprete Tommaso Riccio: nominato nel 1829, teneva lezione in casa propria. Non c’erano, invece, maestre per le bambine. La prima richiesta di una classe per le bambine è del 1905. E nel 1907, dopo “vivaci ed insistenti reclami”, il sindaco di Lustra (Rocca Cilento è una frazione del comune di Lustra) ottiene la nomina della “Signorina Adele Mazzei di Salerno come insegnante nella scuola mista rurale di terza classe di Rocca Cilento”. Era il 1 dicembre del 1907.


Serafina ha conservato i registri, “il Giornale di classe”, gli occhiali e il calamaio della maestra, ma soprattutto le sue carte, i suoi appunti di insegnante in cui annota le gioie nel vedere i progressi degli scolari, “i suoi ragazzi”, e “l’indefinibile tristezza” nel salutarli prima delle vacanze. Ci sono anche i suoi reclami per la frequenza irregolare perché “i genitori trattengono a casa i loro figliuoli perché servono a loro. C’è da condurre al pascolo le pecore, c’è il maiale che non può stare chiuso nell’antro, c’è bisogno di legna…Intanto la scuola rimane indietro”.

Quest’aula ha visto crescere generazioni di bambini e ha visto di sera passare anche tanti adulti che, dopo le fatiche nei campi, si sedevano ai banchi desiderosi di imparare. La maestra Adele ha insegnato per quarant’anni tra queste mura che ancora oggi sono intrise di amore e poesia. Serafina incanta con i suoi racconti, è guardiana e custode appassionata di questi luoghi. E prima di andare via, vorrà mostrarvi anche il Frantoio della sua famiglia: un capolavoro di ingegneria del ‘700, intatto, preservato con grande cura, con la sua macina di pietra scolpita a mano e una trave di quercia enorme, “è entrata prima lei e poi hanno costruito le mura intorno”.